Trasferirsi all’estero è spesso descritto come un’avventura emozionante. In realtà, è anche un processo continuo di adattamento, scoperta di sé e apprendimento per orientarsi in diversi modi di vivere.
In questo episodio di Expat Aptitude,Joy Chaicondivide il suo viaggio di resilienza culturalecome espatriata dalla Corea del Sud, affrontando la vita nel Regno Unito, Irlanda e Svizzera. Oggi vive nella Svizzera tedesca mentre lavora in quella italiana, sperimentando ogni giorno cosa significa veramente vivere tra culture.
La sua storia va ben oltre il trasferimento. Si tratta di sviluppare laresilienza culturale: la capacità di adattarsi a nuovi ambienti pur rimanendo autentico per quello che sei.
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Contenuto principale dell’episodio del podcast
In un mondo sempre più globalizzato, la capacità di adattarsi e prosperare in ambienti culturali diversi è più importante che mai. In questo episodio di Expat Aptitude, la conduttrice Vera Allievi parla con Joy Choi, la cui storia di vita esemplifica la resilienza culturale. Attraverso le sue esperienze in Corea del Sud, Regno Unito, Irlanda e Svizzera, Joy condivide intuizioni e lezioni che ci ispirano ad apprezzare la bellezza della diversità culturale.
La resilienza culturale si costruisce, non si eredita
Uno dei messaggi più forti emersi dalla conversazione è che la resilienza culturale non si manifesta dall’oggi al domani.
Si sviluppa attraverso le esperienze quotidiane, piccoli aggiustamenti, incomprensioni, curiosità e la volontà di continuare ad imparare.
Per Joy, ogni paese ha portato sfide diverse. In Irlanda e nel Regno Unito, la lingua non è mai stata un grosso ostacolo, permettendole di concentrarsi sulla comprensione della cultura del posto di lavoro e sulla costruzione di relazioni. La Svizzera presentava una realtà diversa, dove l’apprendimento della lingua locale diventava essenziale per sentirsi integrati e partecipare pienamente alla vita quotidiana.
Invece di vedere queste differenze come barriere, ha gradualmente imparato a vederle come opportunità di crescita personale.
I più grandi shock culturali sono spesso le cose più piccole
Quando le persone pensano allo shock culturale, spesso immaginano grandi differenze nelle tradizioni o nei costumi.
L’esperienza di Joy ci ricorda che le sorprese più grandi spesso provengono da situazioni ordinarie, quotidiane.
Venendo da Seul, dove quasi tutto è disponibile digitalmente e 24 ore su 24, adattarsi ai processi amministrativi più lenti in Europa ha richiesto pazienza.
Allo stesso tempo, ha scoperto aspetti della vita europea che sono diventati rapidamente significativi: i vicini si salutano per strada, i centri storici diventano parte della vita quotidiana e lo stretto legame con la natura che caratterizza molte parti della Svizzera.
Questi momenti apparentemente piccoli sono diventati gradualmente parte della sua nuova normalità.
Svizzera: internazionale, ma profondamente locale
La Svizzera è spesso percepita come uno dei paesi europei più internazionali.
L’esperienza di Joy dipinge un quadro più sfumato.
Spiega che ogni cantone ha una forte identità, le tradizioni sono profondamente rispettate e l’integrazione spesso inizia con l’abbracciare la lingua e la cultura locale piuttosto che fare affidamento solo sull’inglese.
È interessante notare che sostiene anche che questa diversità rende la Svizzera naturalmente resiliente. Convivere con quattro lingue nazionali e identità regionali distinte crea un ambiente in cui le differenze culturali fanno parte della vita quotidiana, anche se non sono sempre immediatamente visibili.
Vivere all’estero significa anche scoprire se stessi
Forse la parte più personale della conversazione è la riflessione di Joy sull’identità.
Spiega che trasferirsi all’estero le ha permesso di uscire dai ruoli che l’avevano sempre definita: figlia, sorella, amica.
Costruire una nuova vita da zero l’ha costretta a porre una domanda semplice ma potente:
Chi sono quando nessuno mi conosce già?
Ogni paese, ogni lingua e ogni nuova esperienza sono diventati un altro tassello di quella risposta.
Invece di sostituire la sua identità, ogni cultura le ha aggiunto un altro livello.
Come Joy la descrive magnificamente, ogni esperienza diventa un altro “distintivo” collezionato nel corso della vita.
Consigli pratici per i futuri espatriati
Basandosi sulla propria esperienza, Joy condivide anche suggerimenti pratici per chiunque stia pianificando un trasferimento in Svizzera:
- Impara la lingua locale del cantone in cui vivrai o lavorerai.
- Comprendi che la privacy e la pianificazione sono molto apprezzate nella cultura svizzera.
- Non interpretare il comportamento riservato come scortesia.
- Rispettare la puntualità.
- E se uno svizzero vi invita a fare una “passeggiata”, preparatevi… potrebbe trattarsi proprio di un’escursione.
Possono sembrare piccoli dettagli, ma spesso fanno la differenza tra il semplice vivere in un paese e la vera integrazione in esso.
Expat Aptitude è una mentalità
Quando le è stato chiesto cosa significhi per lei “Expat Aptitude”, Joy ha offerto una definizione che cattura perfettamente lo spirito del podcast.
Essere un espatriato non significa semplicemente cambiare paese.
Si tratta di sentirti a tuo agio fuori dalla tua zona di comfort, accettare l’incertezza, rimanere curioso e avere fiducia che ogni sfida alla fine diventerà parte della tua storia personale.
Per chiunque stia considerando un trasloco internazionale, vivendo già all’estero o supportando i dipendenti durante il trasferimento, questo episodio ricorda che la mobilità di successo non è solo una questione logistica.
Riguarda le persone.
E a volte, la destinazione più bella è scoprire una nuova versione di te stesso lungo il percorso.
